Un altro patrocinio pubblico a un concorso a pagamento

Sembra che il Festival dell’Inedito abbia fatto scuola: questa mattina, con la precisione che lo contraddistingue come fonte d’informazione, Tropico del Libro riporta la notizia di un’altra iniziativa pseudo-editoriale dedicata agli scrittori inediti, questa volta patrocinata dal Comune di Ravenna.

Si tratta di un concorso dal titolo “Il libro nel cassetto. Nuovi talenti letterari“, rivolto a scrittori dell’Emilia Romagna, delle Marche e dell’Abruzzo, per accedere al quale basta sborsare l’incredibile cifra di 950€. E anche questa volta, quello che stupisce non è tanto la faccia tosta degli organizzatori, che arrivano a dire di voler “creare un modello innovativo da cui possano uscire anche nomi nuovi di successo“, ma il fatto che una pubblica amministrazione conceda il patrocinio a un’iniziativa che dietro una retorica ai limiti del ridicolo nasconde il tentativo di lucrare sulle aspirazione di chi, bene o male, prova a cimentarsi con la scrittura.

Purtroppo iniziative di questo genere abbondano, ed è per questo che bisogna identificarle e smascherarle: specchietti per le allodole, riffe all’Italiana che abusano della pubblica buona fede. In una parola, editoria a pagamento. Sarebbe auspicabile che, in questa circostanza, gli scrittori, i lavoratori dell’editoria e più in generale della cultura dell’Emilia Romagna, delle Marche e dell’Abruzzo facessero sentire la loro voce.

Aggiornamento: Carolina Cutolo di Scrittori in causa ha preparato un ottimo video, utilizzando quello preparato per l’iniziativa sopra menzionata:

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2 commenti on “Un altro patrocinio pubblico a un concorso a pagamento”

  1. Pina Vicario ha detto:

    Premetto che non sono tra coloro che lucrano con trucchi di ogni genere. Lavoro nell’editoria da circa trent’anni e non mi sono ancora arricchita. Ho fatto tre edizioni del Premio Agemina, rimettendoci di tasca.
    Però vorrei chiarire alcune cose in merito alla GRANDE EDITORIA: Lo Stato Italiano finanzia a iosa quotidiani, riviste e libri scolastici ai Grandi Editori. I Grandi Editori ottengono sponsorizzazioni da enti e banche. Dalla pubblicità, che non è poca, sulle loro riviste, ottengono grandi risorse da privati e pubblici. Inoltre il mercato dei libri funziona soprattutto per la grande editoria, anche se pubblicano cantanti, attori, calciatori, ecc. anzi soprattutto con questi…
    La piccola editoria, per vendere, deve arrangiarsi con presentazioni, viaggi nelle fiere e qualche acquisto da parte dell’autore.
    I nuovi autori, se leggono… non acquistano quasi mai dalla piccola e media editoria, ma dalla grande editoria.
    Da qui a lasciare il passo a chi lucra sui concorsi, dove tutti i concorrenti vengono classificati vincenti, tranne coloro che non riescono a mettere una parola dietro l’altra, il passo è breve e nessuno ha il coraggio di denunciare.
    Forse occorrerebbe un esame qualificante per chi intraprende la carriera di editore, soprattutto oggi che gli ignari scrittori possono trovare dappertutto: “Vuoi pubblicare il tuo libro?”… “Hai un libro nel cassetto?”… “Pubblica gratis il tuo libro”… e tutti abboccano, anche perché ci hanno messo la loro faccia anche grandi editori.
    Spero di avere chiarito tutto. Grazie.
    Pina Vicario (Editore Agemina)

  2. umpa ha detto:

    incredibile come si possa concepire una cosa del genere. però ma già il fatto che sia in collaborazione con una certa “Tipografiamoderna” fa puzzare la cosa. Esordienti siate partecipativi e basta fare le vittime…aprite gli occhi.


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